Pizzica tra business e competenza

Pizzica tra business e competenza

ottobre 4, 2018 0 Di Cav. Franco Cazzato

E’ impossibile non pensare alla musica come esaltazione della creatività umana, un

rifugio per artisti, uno sfogo fisico e mentale, quasi come isteria collettiva.

Ne è l’ esempio lampante ciò che sta succedendo con la

pizzica che ha stregato l’ intero popolo Salentino.

Questo è dimostrato dalle numerosissime manifestazioni estive riprese da quasi tutti i media.

Tutti presi come da un morbo per questa danza ipnotica e variegata nelle sue tipologie:

Pizzica tarantata, pizzica de core e pizzica scherma, impropriamente chiamata danza delle spade

che ormai ha contagiato ogni paesano e non.

Danza dicevo, perchè di questo si tratta, danza pura.

E’ estremamente riduttivo trattare la pizzica come un semplice ballo ed in questo

contesto è estremamente difficile spiegarne esaurientemente la nascita, lo sviluppo

e la sua diffusione, pertanto, mi limiterò a trascriverne un breve profilo.

Non è dato sapere con certezza l’ esatta collocazione storica, secondo alcuni

studiosi risalirebbe al culto del Dio Dioniso, per altri invece, nasce con l’ avvento

del Cristianesimo.

La pizzica tarantata è una danza terapeutica e deriva dall’ antichissimo rito

di guarigione dei tarantati,  la pizzica de core si balla in occasione di feste

in generale mentre la pizzica scherma, invece, si balla durante la celebrazione

di San Rocco a Torrepaduli, frazione di Ruffano nella notte tra il 15 ed il

16 agosto.

L’ onda mediatica che ha invaso negli ultimi anni il mondo del “Ragno” ha creato

maestri di danza improvvisati, appoggiati ad alcune istituzioni che avendo patrocinato

diverse manifestazioni hanno creato una porta nel mondo del business.

Fortunatamente ci sono molti musicisti che sono veramente grandi interpreti

e divulgatori di quest’ arte.

Per certi versi trovo una forte analogia con quello che tanti anni fa successe con la diffusione del tango argentino,la storia insegna che fu bistrattato e riconosciuto in una serie di stereotipi quale:

“il cappello da guappo”, “una rosa tra i denti”, “reggicalze” e improbabili “casquet”, che ancora oggi sono duri a morire.

Il suo successo in Europa divenne incontenibile per il significato erotico dei movimenti e la carica di sensualità che sprigionava, tanto che Papa Pio X intorno al 1913 decise di verificare personalmente la pericolosità morale, invitando una coppia a ballarlo in sua presenza.

Naturalmente il parere fu favorevole e da allora il tango continuò ad espandersi senza alcun divieto.

Aspetto in prima persona una diffusione a macchia d’olio nel mondo accompagnata da gente preparata e con il veleno della taranta nelle vene.