IL SOGNO

IL SOGNO

ottobre 4, 2018 0 Di Cav. Franco Cazzato

Durante le ore vespertine di una bellissima giornata soleggiata mi trovavo seduto all’interno del mio giardino con i miei due cani, due fedeli amici con un unica preocupazione,
quella di starmi vicino e coccolarmi con attenzioni fatte di brevi sguardi indiscreti
in cambio solo di qualche carezza,senza minimamente pensare al loro blasone o a eventuali casate da tramandare.
Non so come sia successo,visto l’orario, ma improvvisamente mi sono
ritrovato proiettato in un’altra dimensione.
Ero in una strada deserta e semibuia e ad un certo punto
girandomi per guardare indietro vidi un signore con i capelli lunghi , la barba che si
reggeva ad un bastone perchè era visibilmente claudicante.
“Strano”,ho pensato,
“Guarda questo come è vestito?”, Indossava un mantello uguale a quello dei Carabinieri
a cavallo.
A questo punto, decisi di attenderlo e quando questo mi comparve davanti gli
chiesi:
“Buon uomo dove siamo?” Egli di rimando, alzando la
testa mi rispose:
“Siamo sulla strada per Torrepaduli vicino a casa mia”.
Che strano pensai.
L’uomo nonostante l’abbigliamento che lo faceva apparire come
una persona anziana, aveva i tratti del viso di una persona giovane.
Gli chiesi ancora:
“Scusi non voglio essere indiscreto, ma lei chi è?”
Egli mi rispose alquanto sorpreso e visibilmente contento della domanda:

”Come non mi conosci? eppure sono molto famoso”. Con un gesto quasi spontaneo della mano allontanò
il mantello che lo copriva fino alle gambe facendomi intravedere un cane di piccola
taglia che Egli cercava di rabbonire.
Con tutto ciò visto che l’uomo ostentava una certa sicurezza e continuava
a sorridere sottolineando così la sua incredulità cercai di soprassedere
facendo intendere che avevo capito.
Così mentre stavamo percorrendo un tratto di strada insieme,seguiti dal suo cane,
giunti nei pressi della porta d’entrata del Santuario di
S.Rocco, notai che l’uomo si appoggiò ad un lampione dicendo:
“Sai?, sono molto stanco ti dispiace se mi fermo un’attimo?”
“Ci mancherebbe altro faccia pure”, gli risposi.
Intanto il cane girovagava nei pressi del Santuario
come se fosse alla ricerca di cibo.
Nel frattempo Lo pregai di accomodarsi sulla panchina che era situata
proprio davanti alla facciata del Santuario per riposarsi, ma Egli rispose di non
preoccuparmi in quanto si sarebbe ripreso dopo qualche istante di pausa.
Quasi naturalmente ci trovammo a parlare di S.Rocco, la cui festa si celebra
il 16 agosto.
“Lo Sai che ogni anno?”, dissi, quando ricorre la festa di S.Rocco, questo piccolo
centro abitato si riempie di Pellegrini che vengono da tutte le parti del mondo?”
“Lo so, eccome”, rispose,”perchè, anche se sono un forestiero,abito quì ormai da
diversi anni”.
In tutta sincerità devo ammetterlo, che nel suo Italiano c’era un lieve accento francese.

Pensai sarà qualche emigrante che è rientrato
dalla Francia o dalla Svizzera e si è stabilito qui a Torrepaduli.

“Certo, è molto difficile, pensare di imitare il Santo di
Torrepaduli, come si può pensare di lasciare tutti i beni terreni, titoli ed altro ai
poveri, per condurre una vita di stenti e dedicarsi in tutto e per tutto alla
carità?”, dissi all’uomo, con i tempi che corrono, non riesco ad immaginare una persona simile”.
Rispose:
“Solo la fede nel Signore poteva essere l’unica ragione”.
Rimasi alquanto meravigliato della risposta, ma con tutto ciò anche quando
si lamentava di essere stanco il sorriso non lo aveva mai abbandonato

Si disquisiva sulla vita del Santo, ed in particolar modo,quando gli chiesi
chissà perchè ,quando il Santo, venne arrestato non dichiarò,mai la sua vera identità
ai suoi carcerieri

Rispose semplicemente che sicuramente a quell’epoca se l’avesse
fatto sarebbe stato considerato come una spia e pertanto non rivelò la Sua
identità per non aggravare , probabilmente, ancora di piu la sua situazione.

La Sua risposta mi fece vergognare un po perchè notavo in Lui,
un forestiero, che ne sapeva molto piu di me, che ero del posto.

Nei pressi del Santuario stranamente, non c’erano abitazioni e
cominciai a pensare dove l’uomo effettivamente abitasse,ma non osavo chiederlo.

Mi dava l’impressione che ancora prima che gli chiedessi
qualcosa,  Egli gia aveva in mente la risposta.

Ci salutammo ed io presi la direzione per Ruffano, ma fatti
pochi metri, molto incuriosito, mi voltai per capire quale fosse la sua
direzione,ma stranamente era scomparso.

Tornai sui miei passi alla ricerca dell’uomo ma non vi trovai
nessuna traccia.

Mi ripresi improvvisamente, svegliato dallo squillo del mio telefonino, ed
ancora assonnato,risposi.

Era mio figlio che mi chiamava perchè era rimasto
coinvolto in un incidente stradale sulla strada per Lecce.

Lo stesso mi assicurava che nell’occorso i conducenti di entrambe le auto coinvolte
non avevano riportato lesioni.

Man mano che procedevo verso Lecce per andare a soccorrere mio figlio, mi rendevo conto di aver sognato S.Rocco, ed ero alquanto rammaricato per non averlo riconosciuto.

Solo verso sera ho capito che quando San Rocco è sparito nel nulla, era accanto a mio figlio.

Un suo devoto.