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LUPO MANNARO

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La Cuccuascia

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ottobre 3, 2018 0

Folclore 2

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Benvenuti nella terra della pizzica e tamburello

Cosa può attendersi un giovane turista che si accinge a trascorrere un periodo di vacanza nella penisola Salentina? “….Un bel mare,un bel cielo turchese,una bella tavola colma di sapori genuini,la cordialità della gente del luogo e….soprattutto vivere insieme a quest’ultima la notte della fiera di San Rocco!” In questi articoli, l’autore si è molto dedicato a riproporre il fascino della manifestazione e non la presenta come una cerimonia soltanto di tipo religioso. Ha voluto porre in evidenza,infatti, il nuovo interesse manifestato dalle giovani generazioni per il suo folklore,soprattutto per la musica e la danza,che hanno saputo ammaliare nel passato la socità Salentina e che oggi sono fuoriuscite dall’ambito pervadendo l’interno Paese. Questo genere di musica stà riscuotendo un gran successo,grazie alla riscoperta proprio in occasione della Fiera di San Rocco in Torrepaduli(in provincia di Lecce),il più importante dei luoghi dove essa ha avuto origine. Da questi articoli traspare,prima di ogni altra cosa,la passione dell’autore, e della moglie,per questo genere di ricerca indirizzata sia verso la danza,in quanto sono entrambi abilissime  e competenti figure di quest’arte,sia verso il clima mistico nel quale la festa si immerge per tre giorni di seguito.La singolarità del loro lavoro di ricerca è nello studio degli effetti motori della convulsione provocata dal morso velenoso della “Taranta”,fenomeno unico che ha caratterizzato la vita della socità contadina del Salento nel recente passato.Non trattasi di semplice dissertazione ma di una preziosa documentazione,comparata con quella degli autori che li hanno preceduti.La lettura è interessante per gli appassionati di questa,ancora oscura,materia ed è anche diletto per chi ama la “pizzica”,che dall’autore è incastonata con dovizia di particolari tra le variegate forme nelle quali, nel mondo,le danze si manifestano,quando il genere umano ricorre ad esse per sentirsi libero e dare sfogo ai propri impulsi. E’ una ricca documentazione sul “Tarantismo” e sul suo massimo splendore che è rievocato nella notte  di San Rocco davanti al Santuario. Il lettore che non vi avesse ancora partecipato si sentirà trascinato e trasportato in quel contesto. Rivivrà il passato di quella società agreste,umile e povera,e prenderà conoscenza delle credenze popolari della Terra d’ Otranto di quel tempo. Per questa ragione, sono stati trascritti alcuni racconti,raccolti quà e là e più o meno immaginari, che hanno come obiettivo di fare da cornice al contesto narrato sulla bellissima terra che è stata teatro della ricerca.

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